Non è un paese per professionisti

Il lavoro autonomo e professionale è stato definitivamente affondato dal Governo Renzi. Ogni giorno, a parole, la politica si riempie la bocca di competenze, innovazione, capacità di "auto impiego"... ma nella realtà dei fatti si puniscono proprio i soggetti più professionalizzati, innovativi e indipendenti: migliaia di giovani professionisti, partite Iva e freelance che rischiano di scomparire dal mercato del lavoro.

Stop al lavoro a senso unico

La classe politica italiana rimane ancorata su vecchie logiche che spingono il nostro Paese ai margini di un mondo sempre più globalizzato e competitivo. Lo sviluppo di un Paese non può essere legato esclusivamente a un modello economico e sociale basato sul binomio impresa/lavoro dipendente. E' una realtà che non esiste più. Le ultime iniziative legislative messe in campo dal Governo Renzi per il rilancio dell'occupazione e la crescita si sono indirizzate a impresa e lavoro dipendente, non prestando alcuna attenzione al lavoro autonomo ed in particolare ai professionisti che, nonostante tutto, riescono a dare lavoro a oltre 1,5 milioni di persone e creare occupazione stabile. Una scelta di campo miope e sbagliata, che mostra un'assoluta incapacità nel comprendere che soltanto investendo su alta scolarizzazione, valorizzazione delle competenze e capacità di innovazione il nostro Paese potrà imboccare la via della competitività e dello sviluppo.

Sul mercato senza paracadute...

Ogni giorno migliaia di giovani scelgono, con coraggio e determinazione, di avviare un'autonoma attività professionale, anche in risposta ad un mondo del lavoro sempre più chiuso e delocalizzato. Ogni giorno oltre 2,5 milioni di liberi professionisti e lavoratori autonomi mettono in gioco sul mercato le proprie competenze professionali, offrendo servizi e prestazioni ad alto valore aggiunto per la collettività e assumendosi oneri e rischi senza alcun paracadute sociale. Ogni giorno, in ogni campo, in ogni attività sociale ed economica questi lavoratori sono al fianco di imprese e cittadini per risolvere i loro problemi o più semplicemente per contribuire a rendere più competitive le loro attività o assicurare loro una qualità della vita migliore, senza chiedere nulla allo Stato.

... E senza rispetto

Per la politica degli ultimi 20 anni lavoratori autonomi e professionisti rappresentano un mondo residuale, un mondo che non si conosce e non si vuole conoscere o, nel peggiore dei casi, soggetti privilegiati da spremere, che non meritano rispetto e attenzione. I recenti attacchi subiti dal mondo del lavoro autonomo e professionale richiedono una risposta organica, coordinata e partecipata.

Per tutto questo, CONFPROFESSIONI per la prima volta nella storia italiana delle libere professioni, chiama a raccolta tutte le Associazioni e tutte le organizzazioni di rappresentanza dei liberi professionisti, delle partite Iva, dei freelance per unire le forze e costruire insieme il

MANIFESTO DEL LAVORO INTELLETTUALE
(ovvero, il decalogo dei diritti negati)

per elaborare proposte e soluzioni volte a stabilire che

anche i PROFESSIONISTI:

  • hanno diritto di poter lavorare;
  • hanno diritto a un compenso equo;
  • hanno diritto alle tutele di welfare;
  • hanno diritto di poter andare in pensione;
  • hanno gli stessi diritti delle attività imprenditoriali;
  • hanno diritto a un prelievo fiscale e contributivo sostenibile;
  • hanno diritto a un credito accessibile;
  • hanno diritto di essere parte attiva del tessuto economico;
  • hanno diritto di difendere i propri interessi;
  • hanno diritto di contribuire allo sviluppo del Paese.